Ristorante Samarkand – Recensione

  • Una vasta gamma di interessanti sapori dell'Asia Centrale
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Recensione Ristorante Samarkand: ambiente e servizio
Se non si intuisse, il ristorante Samarkand, sorto qualche mese fa in zona Maciachini/Dergano, porta in tavola i sapori della via della seta. I proprietari e gestori sono infatti di origine hazara, gruppo etnico che ha le proprie origini tra Afghanistan e Mongolia, ed è proprio dalla propria tradizione che traggono spunto. L’ambiente è semplice e sobrio e richiama fin da subito colori e immaginario dell’Asia Centrale, tra decorazioni e pattern alle pareti in una sala con tavoli e sedie in legno. Si viene accolti con un sorriso che trasmette subito serenità: il servizio fa della discrezione la propria forza, ma il personale si rivela anche immediatamente disponibile se si chiedono informazioni sulla cucina e sulle sue origini. Samarkand non è solo un ristorante in ogni caso, ma si propone come centro culturale e organizza spesso serate di musica e danza tradizionali, incontri letterari e mostre – consigliamo di consultare la pagina Facebook per restare aggiornati sugli eventi.
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Recensione Ristorante Samarkand: menù e cucina
La cucina prende spunto da diverse tradizioni culinarie di una zona ampia che abbraccia culture e usi diversi – si va dalla Persia alla Mongolia. L’offerta è organizzata in 8 menù, ognuno caratterizzato da un nome di città della via della seta che ne tratteggia l’origine; ogni menù è composto da un antipasto a scelta tra hummus e mast khyar (una salta di yogurt e cetriolo simile allo tzatziki greco) servito con del pane  e due piatti principali, solitamente uno di riso e uno di carne e/o verdure. Capita anche di poter scegliere alcuni piatti fuori menù – a noi è capitato di assaggiare un’ottima zuppa di lenticchie, ad esempio. Ecco quindi che il menù Samarkand propone uzbek palaw (riso basmati con manzo, uvetta, spezie e cipolle) e qorma bademjan (cipolla, pomodoro, melanzane e spezie), mentre il Daikundi punta invece su un buon badam palaw (riso basmati con zafferano, uvetta, mandorle e spezie) e du piaza (bocconcini di agnello, cipolle, cannella e spezie); il menù Bamiyan invece propone un eccellente adas palaw (riso con lenticchie, spezie, cipolla e menta) e lo accompagna con un qorme bamiyani (bocconcini di manzo e spezie), mentre lo Xi’an offre un vegetarian palaw (riso con carote, zucchine, piselli e spezie) e un qorme lobia (fagioli rossi, pomodoro, cipolla e spezie). Tra i vari menù non mancano anche proposte a base di pollo al curry o polpette di manzo. Le bevande sono escluse dal menù e si può scegliere tra qualche birra o vino, oppure un ottimo tè caldo allo zafferano, tra gli altri. Si chiude col dessert rappresentato da un ferni (budino di riso afghano) da scegliere tra vari gusti, come ad esempio il pistacchio. Se è vero che i menù così strutturati impongono delle limitazioni nella scelta e nell’abbinamento dei piatti, è altrettanto vero che la scala di sapori e sensazioni differenti che offrono sono molto interessanti, così come la qualità materie prime utilizzate e le preparazioni, non certo banali.
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Recensione Ristorante Samarkand in breve
Costo: i menù costano 11€ a pranzo e 18€ a cena, bevande escluse, e i piatti sono abbondanti. Un rapporto qualità/prezzo ottimo insomma
Perché sì:
  • qualità molto buona, preparazioni  interessanti e prezzi onestissimi
  • una buona scelta di piatti e sapori, dove la variante è data principalmente dalle spezie e dal tipo di ingredienti utilizzati
  • da sottolineare l’accoglienza e le iniziative culturali che vengono organizzate
Perché no:
  • la struttura rigida dei menù non aiuta a spaziare troppo

Ristorante Samarkand
Via Maffeo Pantaleoni, 10
20158 Milano

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